Crociate, il DNA dei soldati svela un segreto custodito per centinaia di anni

Crociate, il DNA dei soldati svela un segreto custodito per centinaia di anni
in foto: Credit: Claude Doumet–Serhal

Parte dei soldati europei che combatterono le Crociate nel vicino Oriente si stabilizzò e mescolò con la popolazione locale, ma la loro traccia genetica si esaurì nel giro di duecento anni, venendo praticamente “espulsa” dagli autoctoni. A dimostrare questo spaccato delle sanguinosissime guerre di religione (combattute tra il 1095 e il 1291) è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Wellcome Sanger Institute di Hinxton, Regno Unito, che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento di Archeologia e Antropologia dell’Università di Cambridge, dell’Università Bournemouth e dell’Orient-Institut di Beirut (Libano).

Diversità genetica. Gli scienziati, coordinati dal professor Chris Tyler-Smith, genetista presso il Wellcome Genome Campus, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sequenziato l’intero genoma di tredici individui che vissero nel XIII secolo in quello che è l’attuale Libano. Tra i reperti analizzati il DNA di nove crociati sepolti in una fossa comune (chiamata fossa dei crociati) a Sidone, nei pressi di quello che un tempo era un castello degli uomini inviati dalla Chiesta cattolica. Dalle analisi genetiche è emerso che tre di essi erano europei, quattro erano mediorientali e due avevano antenati genetici misti. Ciò suggerisce che parte delle centinaia di migliaia di uomini mandati in guerra per conquistare la Terra Santa si stabilizzarono sul posto ed ebbero figli con le donne locali, dando vita a generazioni miste. “Vediamo questa straordinaria diversità genetica nel Vicino Oriente durante il Medioevo, con europei, orientali del Medio Oriente e individui misti che combattono nelle Crociate e vivono e muoiono fianco a fianco”, ha dichiarato il coautore dello studio Marc Haber, riferendosi ai dati sugli uomini ritrovati nella fossa di Sidone.

Credit: Claude Doumet–Serhalin foto: Credit: Claude Doumet–Serhal

Integrazione effimera. Curiosamente il profilo genetico dei libanesi di oggi è praticamente identico a quello delle popolazioni che vissero in Libano durante il periodo romano, più di quattro secoli prima delle Crociate. In pratica, è come se l’influenza genetica dei soldati crociati non ci sia mai stata, come invece è stato evidenziato dalle analisi dei resti dei soldati. Ciò suggerisce che le generazioni miste furono escluse molto rapidamente dagli autoctoni, in appena un paio di secoli secondo i genetisti, non lasciando traccia di sé. Quelli ottenuti dagli scienziati sono dati preziosi non solo perché è stato dimostrato che è possibile sequenziare completamente DNA antico mal conservato (i reperti negli ambienti caldi si degradano molto più rapidamente), ma anche perché forniscono informazioni inedite sugli uomini che combatterono queste terribili guerre. “Sappiamo, per esempio, che Riccardo Cuor di Leone partecipò alle Crociate, ma non conosciamo molto dei soldati comuni che vissero e morirono durante le Crociate. L’analisi di questi antichi campioni può aiutarci a fare luce proprio su questi aspetti”, ha dichiarato l’autore principale della ricerca. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata American Journal of Human Genetics.

Fonte: Crociate, il DNA dei soldati svela un segreto custodito per centinaia di anni

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