Come riconoscere i sintomi della celiachia

sintomi della celiachia sono così eterogenei e variabili tra i pazienti che per una diagnosi certa e corretta non si può fare a meno di sottoporsi a esami specifici. Ecco che cosa è bene sapere per non sottovalutare questo disturbo. Ce lo spiega la Farmacia Pelizzo, specializzata in esami del sangue a Udine in farmacia

La malattia celiaca major, la malattia celiaca minor e la malattia celiaca latente: sono queste le tre varianti dell'intolleranza al glutine che si possono presentare a qualsiasi età. La malattia celiaca latente è così denominata perché non è ancora manifesta: coinvolge soggetti con positività sierologica la cui mucosa intestinale con alimentazione libera è sana. Nel 95 per cento dei casi, tali persone possono sviluppare celiachia conclamata.

La malattia celiaca major, indicata anche come malattia celiaca tipica, si caratterizza per la presenza di molteplici sintomi: gonfiori e distensioni addominali, steatorrea e diarrea, crampi e dolori addominali, diarrea profusa e vomito nel caso di crisi acute con nausea. Il problema della malattia celiaca major è che, sul lungo periodo, compare la sindrome di malassorbimento, che è dannosa specialmente nei bambini perché può dare origine a ritardi di crescita, anemia e lesioni della mucosa orale. Non di rado la celiachia è correlata alla sindrome di Down, alla psoriasi, alla tiroidite autoimmune o ad altre patologie autoimmuni.

Dal momento che una diagnosi precoce della celiachia è sempre piuttosto complicata, anche a causa della notevole variabilità della sintomatologia, è stata proposta una strategia ad hoc, del case finding: si tratta, in pratica, di ricercare la malattia anche in assenza di sintomi in tutti quei soggetti che sono ritenuti più a rischio, per esempio perché presentano malattie autoimmuni o perché sono familiari stretti di persone celiache. Gli esperti ritengono che l'intolleranza al glutine coinvolga, allo stato attuale, più o meno l'1 per cento della popolazione di tutto il mondo. Il problema è che una diagnosi corretta arriva appena in 1 caso ogni 7.

Nel contesto degli esami del sangue che devono essere effettuati per riconoscere e individuare la malattia c'è anche la valutazione dell'assetto genetico HLA: ciò consiste nell'esistenza di una specifica variazione genetica da cui dipendono le condizioni di sviluppo della patologia che si ritrova in almeno 9 celiaci su 10. Un esame istologico si può rendere necessario per completare la diagnosi e, soprattutto, accertare se la mucosa intestinale è stata danneggiata e in quale entità. Ulteriori verifiche, poi, possono essere richieste ed effettuate per differenziare la celiachia da patologie autoimmuni o altre condizioni differenti, come infezioni, gastro-duodeniti croniche o allergie alimentari varie. 

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